Cambiare l’amministratore: guida pratica (senza mal di testa)
Diciamoci la verità: decidere di cambiare l’amministratore non è mai un momento allegro. Spesso si arriva a questa scelta dopo mesi di email senza risposta, bilanci che non tornano o lavori che non partono mai. Ma niente panico! Non è una missione impossibile. Ecco come muoversi senza trasformare il condominio in un campo di battaglia.
Quando si può dare il “benservito” al proprio amministratore?
Non serve aspettare un disastro epocale per cambiare. Potete farlo:
- A fine mandato: L’incarico dura 1 anno + 1 anno di tacito rinnovo e, dopo il secondo anno, potete decidere di non rinnovare semplicemente perché volete aria nuova;
- In qualsiasi momento: Se il feeling è sparito, l’assemblea può votare la revoca in qualsiasi momento dell’anno;
- Per motivi gravi: Se non ha mai consegnato i rendiconti consuntivi, se dal C/C risultano ammanchi, se non convoca assemblee annualmente e nei casi più gravi, si può intervenire d’urgenza.
Come muoversi (senza sbagliare un colpo)
Ecco i tre passi fondamentali per fare le cose per bene:
- Trovate degli alleati. Parlate con i vicini: per chiedere un’assemblea ufficiale servono almeno due Condòmini che insieme rappresentino 1/6 del valore del palazzo (i famosi 166,66 millesimi). Mandate una raccomandata o una PEC all’amministratore chiedendo di fissare un’assemblea con all’ordine del giorno: “Revoca attuale amministratore e nomina del nuovo amministratore”;
- Il piano B (Fondamentale!) Non revocate mai qualcuno senza avere già il sostituto pronto. Prima dell’assemblea, fatevi fare dei preventivi, incontrate nuovi professionisti e portate i nomi ai vostri vicini. È molto più facile votare quando si sa già chi prenderà il posto di chi va via:
- Il giorno del voto. In assemblea serve la “maggioranza dei presenti” che rappresenti almeno metà del valore del palazzo (500 millesimi). Se raggiungete questi numeri, il gioco è fatto!
Un piccolo consiglio da “buon vicino”
Anche se siete arrabbiati, cercate di mantenere i toni civili. Un passaggio di consegne sereno è nel vostro interesse: l’amministratore uscente deve consegnare tutti i documenti (chiavi, conti, contratti) a quello nuovo. Se c’è guerra aperta, i tempi si allungano e a rimetterci è sempre il condominio.
Promemoria: L’amministratore revocato resta in carica per “gestire l’ordinario” finché il nuovo non prende ufficialmente il comando. Quindi, niente paura: non rimarrete senza luce nelle scale dall’oggi al domani!
Non esitare: contattaci!
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